LA FATTORIA DEGLI ANIMALI

In questi anni, in questo inizio di secolo, il tempo ci attraversa con la velocità di uno zapping televisivo; le notizie si rovesciano sui nostri tavoli, e non riusciamo a impossessarcene, a verificarle, a confrontarle che subito altre e contrastanti...
Anche il passato ha cambiato aspetto: spesso non è altro che "quello che ci dicono sia stato". Così vacillano le certezze per gli adulti, e questo è male, ma... dove sono i punti di riferimento per i bambini, per gli adolescenti, in un mondo che non riesce a fermarsi mai un momento a riflettere?
E' per questo, perché è così importante fermarsi e ricordare, che abbiamo pensato a uno spettacolo sulla memoria, sull'importanza che ha per l'uomo l'esercizio del ricordare: non come puro esercizio di nostalgie, ma perché la nostra vita è fatta dalla somma delle nostre esperienze di uomini. Solo se teniamo bene a mente i pericoli, i rischi, le nefandezze della storia (lo sfruttamento dell'uomo, il disequilibrio alimentare ed ecologico...) possiamo sperare di superarle, un giorno.
Possiamo sperare di educare uomini che ne abbiano la voglia e - magari - anche la forza.

Dal romanzo di George Orwell
Fin dal titolo di questo spettacolo è esplicito il richiamo al romanzo omonimo di George Orwell, che narra della rivolta degli animali di una fattoria contro il padrone. Dopo la vittoria, gli animali si riorganizzano secondo i principi di fratellanza e egualitarismo, ma ben presto i maiali prendono il sopravvento e diventano poi in tutto e per tutto uguali al padrone uomo. Imparano a camminare su due zampe, a dormire in un letto, a cambiare le regole del gioco durante il gioco. Fino al giorno in cui - agli occhi degli altri animali - perfino i loro musi si confondono con i volti degli uomini.

Scrivere per i bambini
Sapere che uno spettacolo sarà visto anche da (molti) bambini. Sapere che verrà replicato per le scuole.
Questo "sapere" apre alcune questioni, ad esempio, sul tema che decidiamo di trattare. Ma senza farci condizionare né nella scelta dell'argomento, né nella realizzazione, cioè nei modi in cui questo tema diventa teatro.
E questo per diverse ragioni: sia perché oggi i bambini sono sottoposti a tante e tali sollecitazioni che sono pronti a cogliere sensi anche in presenza di linguaggi complessi, e spesso con più acume degli adulti (sono quindi allenati a tradurre codici non propri); sia perché cerchiamo sempre di realizzare un prodotto che non sia usufruibile solo da una fascia d'età particolare, ma che al contrario sia leggibile da diverse angolazioni.
Per questo è possibile che al bambino delle elementari resti una trama, dei personaggi di immediato riconoscimento e, mano a mano che si sale nella scala delle età, ecco che - questo è un obiettivo - si rivelano nuovi significati.
Arriviamo quindi al pubblico adulto col racconto di una contemporaneità dove è certo preoccupante l'invadenza dei media, e dove è urgente e necessario "autoeducarsi" a leggere il quotidiano per difendersi dal pericolo di un appiattimento generale, e conservare viva la memoria di quello che è l'uomo, delle sue contraddizioni, degli errori fatti: solo così forse sarà possibile arrivare a un domani migliore, più avanti, nel progresso.
Non una memoria nostalgica, abbiamo detto, ma storica e sociale: ciò che non va dimenticato è lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo, è la barbarie dello sfruttamento economico e alimentare del 20% dell'umanità sul restante 80%.
E l'oblio è un rischio evidente in una cultura che a fatica ricorda uomini e avvenimenti di qualche mese prima.
Ecco allora spiegato questo inizio "monologante", rivolto da un attore al pubblico ma anche ai compagni. Ecco il telo che si alza sulla favola di Orwell, ed ecco la scelta di contaminare la storia della repubblica degli animali con l'invadenza del moloch televisivo (un grande fratello); ecco soprattutto ripetuto più volte nel corso dello spettacolo il motivo di una speranza: è possibile non restare prigionieri dei propri errori.

Lo spettacolo
In scena operano sei attori che si muovono nello spazio totale del teatro per raccontare cercando di divertire e di dare stimoli. Dire "nello spazio totale del teatro" significa esattamente che non ci si limita a raccontare dal palco, ma anche la platea viene utilizzata in funzione narrativa.
Alberto Grilli ha scelto di evocare (e non di descrivere) la natura di questi uomini-animali, facendo muovere attori che mostrano piccole riproduzioni in cartapesta di animali e che ne richiamano fisicamente e vocalmente la natura.
La musica è - ancora una volta negli spettacoli del Teatro Due Mondi - suonata dal vivo.
Un cenno particolare va all'uso delle canzoni, che hanno grande spazio, e che portano in scena dieci anni di lavoro in cui la compagnia è stata impegnata in uno studio sulle tecniche del canto popolare.

 

ERT Emilia Romagna Teatro Fondazione - Teatro Due Mondi

di Gigi Bertoni dal romanzo di George Orwell

con Stefano Grandi,Tanja Horstmann, Angela Pezzi, Maria Regosa, Delia Trice, Renato Valmori

musiche originali Paola Sabbatani

consulenza musicale Antonella Talamonti

scene e costumi Maria Donata Papadia

progetto luci Marcello D’Agostino

foto Stefano Tedioli

grafica Marilena Benini

regia Alberto Grilli

fascia d'età: 8-14

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ESIGENZE DELLO SPETTACOLO
scheda tecnica


abbiamo bisogno di
uno spazio di almeno 8 metri per 7 e alto 5
una sala completamente oscurata e possibilmente quintata di nero.
una presa CEE o punto di collegamento 380 V/220 V 3P + N + T potenza minima 20 KW lontana non più di m. 20 dal centro dello spazio scenico.
6 ore per il montaggio e la preparazione dello spettacolo e di 2 ore per lo smontaggio
una scala per puntare i fari
scala di accesso palco-platea

6 posti liberi in platea esterni ai corridoi laterali

preferiamo che
il soffitto sia attrezzato con americane o tiri ma possiamo anche montare le luci su piantane
l'acustica sia buona

possiamo fare lo spettacolo anche
in una palestra oscurata se l'acustica è accettabile

la durata è di 1 ora e 5 minuti senza intervallo

LA FATTORIA DEGLI ANIMALI, 2006, 7.22 m

è disponibile una ripresa di tutto lo spettacolo in formato DVD: richiedilo

play

 

GAZZETTA DI PARMA
GIOVEDÌ 15 MARZO 2007
Prime del Teatro


PER LA FATTORIA DEGLI ANIMALI CONCLUSIONE SPECIALE: TUTTI CANTANO "BELLA CIAO"

Una bella, veloce, sorprendente teatralità, recitazione e canto, gioco parodistico e felice accordo tra gli interpreti, una divertita fisicità nell'evocare in forma stilizzata, sempre ilare, gli animali dell'opera di Orwell - qui con una conclusione speciale, la voglia di ribellarsi che riprende, la scritta "W la rivoluzione", tutti insieme a cantare "Bella ciao".
Un velo trasparente su cui vanno proiettandosi ombre, sorprese d'attori in platea, la fisarmonica e tante canzoni. Il padrone è figura senza volto.
Bandierine rosse distribuite tra gli spettatori. Candide figure scolpite per gli animali - che nell'atto della ribellione diranno in forma scandita che tutti loro sono fratelli, nemici invece gli uomini. Il potere gestito dai maiali, Napoleone, Carlomagno e Clarinetto: la creazione del pensiero rivoluzionario, le linee guida, sapendo ricordare la necessità di molti sacrifici...
Ma ancora c'è fiducia: rassicurante lo slogan "a ciascuno secondo i suoi bisogni, da ciascuno secondo le suecapacità". Ma: chi stabilirà le norme, le necessità dei diversi animali? Bello bruciare le fruste, le redini, i paraocchi utilizzati da Mr. Jones per sfruttare gli animali... ma come mai poi verranno addestrati dei cani feroci a difesa del nuovo gruppo dirigente? E il latte e le mele avevano iniziato presto ad arrivare solo sulla tavola di chi comandava... Gli scontri, le divisioni tra gli stessi maiali che erano alla guida della rivoluzione alla fattoria degli animali (il termine padronale cancellato!).
Nuovi sacrifici... e sfruttamento! La satira di Orwell è fin troppo esplicita, specchio narrativo, semplificato in forma favolistica, di quanto la storia andava realizzando e svelando. Con i principi di giustizia che muteranno per l'interesse di pochi. Così, mentre si va perdendo la memoria di quanto realmente era accaduto nella guerra contro gli uomini, ecco che i sette comandamenti, scritti a grandi lettere, imparati inizialmente con tanta gioia e orgoglio dagli animali, andranno mutando per difendere il privilegio di pochi.
Davvero ben affiatati gli interpreti.
Grande l'attenzione, l'ascolto del pubblico dei ragazzi al Teatro al Parco.

Valeria Ottolenghi

ANNO 2009-2010


REZZATO (BS)
14 marzo

 

ANNO 2008-2009


CREMONA
29 gennaio - Teatro Ponchielli

BIBBIANO
13 febbraio - Teatro Comunale

TRENTO
3 marzo- Centro Santa Chiara

CHIETI
22,23 marzo- Teatro Auditorium Supercinema

CREMA
15 aprile - Teatro San Domenico

tournèe 2007-2008

tournèe 2006-2007

tournèe 2005-2006

 

PROLOGO

Narratore: - Ho dimenticato… ho dimenticato…
Questo è il vero guaio, che si dimenticano le cose, le vicende della vita, le storie… perché se non dimenticassimo, come uomini, gli errori fatti nel passato e poi le conseguenze di quegli errori, bé, molti di questi errori non li ripeteremmo…
Le storie che raccontiamo hanno anche questo compito - oltre che divertire….!-, di farci ricordare.
Così ricorderemo anche fatti che non abbiamo vissuto personalmente, ma che appartengono alla nostra storia di uomini. Ricorderemo l'importanza dell'amore e l'orrore delle guerre, il profumo di un pane condiviso con gli amici e la sofferenza dei popoli affamati. Nel nostro viaggio della vita incontreremo una grande quantità di persone, e quando alcuni di questi ci chiederanno "cosa state facendo", allora noi potremo rispondere: ricordiamo, e cerchiamo di aiutare gli altri a ricordare. Ecco perché alla fine vinceremo noi, perché alla fine ricorderemo una tale quantità di cose che riusciremo a fabbricare la più grande scavatrice meccanica della storia e scavare, in tal modo, la più grande fossa di tutti i tempi, e sotterrare in quella fossa gli errori più crudeli della storia dell'uomo. Ricordare, per fare un mondo migliore…
La storia che raccontiamo oggi parla di avidità, crudeltà, ma anche di fratellanza, di grandi progetti e di grande speranza.
Ascoltate, quindi. E cercate di ricordare.
" Il signor Jones, il proprietario della Fattoria Padronale, serrò a chiave il pollaio per la notte, ma, ubriaco com'era, scordò, anche quella sera, di chiudere le finestrelle."

Il narratore fa un gesto con la testa agli altri, li invita in scena. Cantano Dollidina.
Rumore di versi di animali al buio.
Luce: versi di animali, animali impiccati.


SCENA I - Inizia il racconto del libro di Orwell

(Entra il Narratore)

Maria (cantato con sottofondodi versi di animali intonati): - Vi voglio raccontare questa sincera storia perché col raccontare vi resti la memoria
della ricerca d'una utopia un giorno in una fattoria
La fattoria era bella e ricca di animali la vita trascorreva in giorni tutti uguali
ma un brutto giorno tutto cambiò quando il padrone si ubriacò
Cominciò allora poi a diventar cattivo, maltrattava gli animali senza nessun motivo
La fattoria andava in rovina e tutti stavano peggio di prima...
Cala il sipario bianco
(Il Narratore racconta l'inizio della storia fino alla convocazione dell'assemblea)

Angela: - Il Signor Jones, il proprietario della Fattoria Padronale, serrò a chiave il pollaio per la notte, ma, ubriaco com'era, scordò, anche quella sera, di chiudere le finestrelle.
Attraversò barcollando il cortile, diede un calcio alla porta retrostante la casa, da un bariletto del retrocucina spillò un ultimo bicchiere di birra, poi si avviò su, verso il letto dove la signora Jones stava già russando. Non appena la luce nella stanza da letto si spense, (buio e rumori) tutta la fattoria fu un brusìo… un'agitazione… uno sbatter d'ali.
(Stefano illumina Angela con una girandola)
Tutti gli animali raggiunsero il granaio. Lì li attendeva il Vecchio Maggiore - un enorme maiale che aveva vinto premi a tutte le esposizioni - che voleva raccontare loro lo strano sogno fatto la notte precedente.
Su una specie di piccolo palco, il Vecchio Maggiore stava - affondato nella paglia - sotto la luce di una lanterna appesa ad una trave.
(Cambio luce)
Quando vide che tutti erano a posto, si rischiarò la gola e cominciò.

SCENA II - L'assemblea
Rena alle congas sul carrello, gli animali vanno in platea.
Rena - Il Vecchio Maggiore: - Fratelli, vi ho qui radunati perché vorrei raccontarvi il sogno che ho fatto la notte scorsa. Ma prima, io che ho vissuto ormai quasi tutta la mia esistenza, vorrei parlarvi di questa vita che è misera, faticosa, breve, e che trascorre scandita dal duro lavoro dei campi.

Eppure questa nostra terra non è arida, avara, sterile; al contrario, è generosa coi propri figli, tanto che ciascuno potrebbe nutrirsi a sazietà e con minor lavoro. Se... Se… Se…
Gli animali rispondono
Se non fosse che una parte, una piccola parte di tutti noi che l'abitiamo, gli uomini, gestisce a piacere tutte le risorse.
In apparenza noi siamo fortunati: le nostre greppie sono spesso piene. Ma questo è perché loro, gli uomini, ci nutrono al solo scopo di mantenerci in forze per farci poi lavorare duramente e infine per mangiarci.
Per questo fratelli, affermo che tutti i nostri mali nascono dall'uomo, e dalla tirannia dell'uomo. Eliminiamo l'uomo, e saremo liberi… liberi… liberi…
Gli animali rispondono
Questo è quello che ho sognato la notte scorsa: una fattoria, ogni fattoria condotta dagli animali stessi, che operano assieme e dividono ogni prodotto del lavoro tra di loro.
Non so quando questo potrà succedere: forse domani, forse tra vent'anni o cento.
Fine canzone
Ma questo è il messaggio che vi chiedo di tenere ben presente nella memoria, e questo è il sogno che dovrete tramandare generazione dopo generazione.
Gli animali risalgono sul palco
Tutti gli uomini sono nemici, tutti gli animali sono fratelli.

(Canzone della fattoria, tutti in coro con in mano gli animali di cartapesta)
Tutti: - E adesso miei compagni venite tutti qua - vi voglio raccontare la storia come va.
La terra è generosa, può dare a sazietà - ma l'uomo se ne tiene si tiene tutto quanto e a noi non ce ne dà
Ci nutre a malapena per farci faticar - e quando siamo vecchi la morte a compensar
E allora miei compagni le cose han da cambiar - e questa fattoria dobbiamo conquistar

Si appendono gli animali alla rete.
Canto del gallo.


SCENA III - La rivolta: le greppie vuote per colpa dell'ubriachezza (La battaglia del Chiuso delle Vacche)

Maria: - Quella notte stessa il Vecchio Maggiore mori. Ma già nei giorni seguenti gli animali cominciarono a discutere di quello che aveva loro detto, e - anche se non sapevano quando questa rivoluzione sarebbe arrivata - poiché pensavano che fosse loro dovere farlo, cominciarono a prepararla.
Il lavoro di organizzazione cadde sui maiali, dotati - a parere di tutti - di una intelligenza più vivace.
In particolare su tre di loro: Napoleone, Carlomagno, e Clarinetto.

Rena- Napoleone: - Napoleone era un grosso maiale col manto di un colore scuro che rendeva il suo aspetto particolarmente feroce. Non era molto comunicativo, e voleva fare sempre di testa sua.

Ste- Carlomagno: - Carlomagno, al contrario, di colore piuttosto chiaro, era assai vivace, svelto nel parlare, e di maggiore inventiva.

Angela- Clarinetto: - Infine Clarinetto, un giovane e grasso porcellino. Era un parlatore brillante, e sapeva svolgere con successo anche ragionamenti molto complicati. Dicevano di lui che avrebbe saputo far vedere bianco anche il nero! Per questo, diventò un collaboratore prezioso…

Tanja- Narratore: - I maiali fondarono un complesso sistema di pensiero chiamato Animalismo, che cercavano di spiegare agli altri nelle lunghe notti alla fattoria, mentre il signor Jones dormiva.
Delia- Narratore: Non tutti gli animali dimostrarono subito entusiasmo. E quello che diede più problemi fu il corvo domestico Mosè, che favoleggiava di un paese misterioso chiamato Monte Zuccherocandito, nel quale tutti gli animali sarebbero andati dopo la morte. Era un paese beato, dove non c'era bisogno di lavorare e le cose da mangiare crescevano lungo il ciglio della strada. Mah! Mosè era antipatico a molti, ma qualcuno gli prestava fede, così che Carlomagno e gli altri dovettero faticare parecchio, con le buone e con le cattive, per convincerli tutti…
Tanja- Narratore: …e appena in tempo, perché la rivoluzione arrivò molto prima del previsto...
Marai- Narratore(con fisa): Negli ultimi tempi il Signor Jones, che pure era stato per anni un ottimo agricoltore, aveva perso molto denaro al gioco e si era messo a bere, e questo andava a danno del lavoro nei campi. La situazione si fece ben presto difficile anche per gli animali. Il raccolto fu scarso, e la razione quotidiana di cibo calò sensibilmente.
Delia- Narratore : Col cibo, calava anche la fiducia. Perché se un animale soffre il dolore è completamente suo, nessun altro può prenderne su di sé una minima parte; ché se un animale soffre, gli altri per questo non sentono male, anche se l'amore è grande, e questo provoca la solitudine della vita.
(Maria canta Son cieco - gli altri animali dietro la rete fanno la seconda voce- poi solo Maria)

Tanja- Narratore: - Una notte poi, il signor Jones tornò a casa ubriaco, e si addormentò tanto profondamente che la mattina dopo non si svegliò affatto, cosi che gli animali non trovarono nelle greppie neppure quella misera razione a cui ormai avevano fatto l'abitudine.
Così quello stesso giorno…

Il signor Jones ( Ste entra cantando): - Bella, sei nata femmina…
Risposta con strumenti.
Angela- Narratore: - La Fame!! Questa fu la goccia che fece traboccare il vaso. Ancora una volta, fu il brontolio degli stomaci vuoti a scatenare la rivolta...

(Rena inizia il canto -Delia alle congas- , poi entrano gli animali per la scena della rivolta):
Animali: - Quattro zampe buono, due gambe cattivo!!
Cacciata di Jones, caduta delle catene, ballo
Tutti (Maria alla fisa): - Animali che al lavoro / vi è negato ogni riposo / chini sul compagno affranto / ascoltate questo canto
Presto o tardi finirà / e il tiranno fuggirà / e la smetterà il padrone / di curarci col bastone
Sarem ricchi e a pancia piena / orzo, fieno, grano, avena / e i raccolti più abbondanti / e i terreni verdeggianti
Ci hanno detto cosa volete fare / gente con troppo grasso nella mente
solita a faticare solamente / voi non sapete cosa sia un animale
Sapete quale forza ha un animale

Maria- Narratore: - Ancora la polvere della battaglia vinta non si era posata, che già Carlomagno, Napoleone, e soprattutto Clarinetto, esultanti, prendevano la parola. I maiali, ecco, i maiali furono l'unica specie che la rivoluzione non colse di sorpresa. Forse perché avevano lavorato per diffondere l'animalismo, forse per via di quell'intelligenza così acuta, ma non sembrarono affatto impreparati ad affrontare la nuova realtà…
Angela- Clarinetto: - Fratelli, ci aspettano tempi duri. Non temete, riusciremo a superarli, ma ci sono cose che dovete sapere, quali difficoltà quali disagi dovrete affrontare
Ste- Carlomagno: - Non sarebbe giusto mentire, la sincerità è la prima virtù di un animale rivoluzionario
Rena- Napoleone: - Dovete sapere
Angela- Clarinetto: - La Rivoluzione non è un pranzo di gala, non è una fattoria ordinata, una mangiatoia piena, non è brucare un prato in primavera, non è una carezza sul pelo... Perché allora, affrontare queste difficoltà?
Ste- Carlomagno: - Cosa possiamo guadagnarci? La libertà, una vita migliore. E cosa abbiamo da perdere? Nulla!
Rena- Napoleone: - Gli animali non hanno da perdere che le proprie redini, briglie, cavezze...
Ste- Carlomagno: - La curiosità è la seconda virtù di un animale rivoluzionario!
Angela- Clarinetto: - Rinuncia al pasto preparato dal contadino, cercati il cibo che nasce selvatico sulla terra fertile, tra recinto e recinto, nello spazio che non ha padrone. E fermati, nella stanchezza del lavoro, curati nella malattia, rigenera le tue forze. Non uccidere te e gli altri per avere il superfluo, non porre condizioni, e non subirne...
Ste- Carlomagno: - A ciascuno secondo i suoi bisogni, da ciascuno secondo le sue capacità...

Finale con animali di cartapesta in mano.
Canto del gallo.


SCENA IV - Dopo la cacciata di Mr. Jones, l'organizzazione del lavoro (Clarinetto, e i cani)

Maria- Narratore: - Per prima cosa bruciarono le fruste, i nastri, le redini, le cavezze, i paraocchi, cioè gli strumenti della schiavitù. Buttarono nel pozzo le catene, i coltelli da macellazione, gli anelli per il naso. Liberarono i canarini aprendo i cancelletti delle voliere.
Delia- Narratore: - Alla fine, Napoleone distribuì doppia razione a tutti. A sera andarono a letto, e dormirono profondamente.
Tanja- Narratore: - La mattina dopo, i maiali rivelarono che - mentre preparavano la Rivoluzione - avevano imparato a scrivere da un vecchio sillabario. Così, decisero di cancellare dall'insegna la scritta FATTORIA PADRONALE, e di sostituirla con FATTORIA DEGLI ANIMALI. Poi tornarono ai fabbricati e fattisi portare una scala scrissero sul muro del granaio i principi dell'animalismo, in sette comandamenti:
(Angela e Rena calano un telo con scritti su I sette comandamenti)
Ste : 1. Tutto ciò che va su due gambe è nemico; 2. Tutto ciò che va su quattro zampe o ha ali è amico; 3. Nessun animale vestirà abiti; 4. Nessun animale dormirà in un letto; 5. Nessun animale berrà alcolici; 6. Nessun animale ucciderà un altro animale; 7. Tutti gli animali sono uguali.

Delia- Narratore: - I più intelligenti tra gli animali li impararono a memoria. Poi, si occuparono di alcune cose pratiche: le mucche si lamentarono perché erano da mungere, e di latte se ne fecero cinque secchi, ma poi che farsene del latte? E c'era un bel mucchio di mele già raccolte, ma dove metterle? Napoleone allora prese la parola.

Rena- Napoleone: - Il lavoro nel campo è più urgente, fratelli. Ora andiamo, penseremo questa sera a latte e mele.

Tanja- Narratore: - Ma quando tornarono, la sera, i cinque secchi di latte non c'erano più. E neppure le mele, c'erano più. Dove erano finite? Erano state trasportate nella stalla dei maiali, e la cosa fu giustificata da Clarinetto con queste parole:

Angela- Clarinetto: - In realtà, le mele e il latte non ci piacciono neppure, è che sono in-di-spen-sa-bi-li per la nostra salute. E poiché a noi tocca il compito di dirigere questa libera repubblica, è in-di-spen-sa-bi-le che noi stiamo in buona salute per il bene di tutti. Se noi ci ammalassimo, Jones tornerebbe immediatamente! E' forse questo che volete, che torni il signor Jones?

Ste- Narratore: - No, questo non lo voleva nessuno. Ma da quel giorno, le mele e il latte diventarono pasto esclusivo dei porci.

SCENA V - Nascono due partiti: poi Napoleone scaccia coi cani Carlomagno, che diventerà il capro espiatorio, su cui ricadranno tutte le colpe

Musica di Maria
Tanja- Narratore: - Si andava avanti tra mille difficoltà. Per di più, il fatto che a comandare fossero due maiali soprattutto cominciò ad essere un problema. Napoleone e CarloMagno erano sempre più spesso in disaccordo, di frequente litigavano. La questione, era evidente, non sarebbe andata avanti per molto tempo. Così un bel giorno, quando Carlomagno, per fronteggiare meglio le necessità della fattoria, propose di costruire un mulino a vento, Napoleone si mostrò subito contrario.
Delia- Narratore: - Così, all'assemblea di tutti gli animali della Domenica successiva i due animali si presentarono in disaccordo, e la questione fu posta ai voti. Carlomagno si alzò, ed espose le sue ragioni.

Ste- Carlomagno: - Occorre ora far conoscere i buoni risultati della nostra gestione: occorre portare la notizia nel mondo perché altri possano seguire il nostro esempio, e diventare come noi, collaborare con noi, magari anche scambiare le loro rimanenze con i prodotti che non consumiamo…
E d'altra parte, occorre anche che ci attrezziamo per far fronte alle difficoltà: ci hanno tagliato la luce, e ora anche il riscaldamento è spento. Dobbiamo creare una fonte di energia che possa darci quello che l'uomo ci ha tolto: dobbiamo costruire un mulino a vento, solo così potremo prosperare ...
Delia- Narratore: - Se fosse passata la proposta, Carlomagno sarebbe diventato il Capo della fattoria. Ma Napoleone non poteva permetterlo!, per nessuna ragione al mondo. L'avrebbe impedito con ogni mezzo. Perché il Capo, voleva essere lui!
Rena- Napoleone: - E' vero, fratelli, siamo in difficoltà. L'uomo infatti fa di tutto per danneggiarci, perché vuol far fallire la nostra rivoluzione. Ed è per questo che, anziché gettare energie in una assurda costruzione, dobbiamo utilizzare le poche residue risorse per procurarci delle armi, con le quali poterci meglio difendere...
Ste- Carlomagno: - Non sono armi ciò di cui abbiamo più bisogno, ma unità negli obiettivi, solidarietà nel lavoro. L'uomo ha armi più potenti, e può procurarsele con facilità. E per ogni terribile arma che potremmo possedere, egli ne avrà di più terribili, fino alla distruzione totale.
Non è questa forza che dovremo dimostrare, ma quella della ragione: se dieci, cento, mille fattorie seguissero il nostro esempio, e si rendessero autonome attraverso la costruzione degli strumenti del proprio progresso, nessuna arma, per quanto tremenda, potrà fermare il cammino che abbiamo cominciato, potrà spegnere il sogno del Vecchio Maggiore!
Tanja- Narratore: - Questo richiamo al Vecchio Maggiore sembrò aver convinto tutti. Ma fu proprio allora che Napoleone giocò la sua carta segreta. Si alzò e, gettando una strana occhiata di traverso a Carlomagno, emise un altissimo lamento, quale nessuno l'aveva mai sentito emettere.
Angela (con cappello) A questo rispose un terribile latrato, e nove enormi cani fecero irruzione nel granaio. Essi si avventarono su Carlomagno che balzò in piedi appena in tempo per sfuggire alle loro feroci mascelle. In un istante si trovò fuori con i cani che lo inseguivano. Troppo sbalorditi e spaventati per parlare, tutti gli animali si affollarono sulla porta per assistere all'inseguimento. Carlomagno correva attraverso il lungo pascolo, ma i cani gli erano alle calcagna. Ad un tratto arrivò di fronte a un muro, si fermò, e i cani guadagnarono terreno. Uno di essi era quali riuscito ad addentargli la coda, ma Carlomagno con un rapido movimento riuscì ad arrampicarsi. Con un ultimo slancio si lanciò oltre il muro, scomparve alla vista, e non fu visto mai più.

Maria- Narratore: - A questo rispose un terribile latrato e nove enormi cani entraron nel granaio
si avventano su Carlomagno che appena in tempo balza in piedi
e fugge via
troppo stupiti per poter parlare e troppo spaventati per poter pensare tutti gli animali si affollano alla porta e osservano in silenzio Carlomagno.
Corre corre lungo il prato ha raggiunto lo steccato ma i cani son vicini certamente lui ne sente il fiato
A un tratto cade e poi si rialza, fugge attraverso una grossa apertura, veloce scompare a tutti gli sguardi, adesso e per sempre non avrà più paura.

Delia- Narratore: - Quando tornarono, i cani si accomodarono al fianco di Napoleone.
Ben presto Carlomagno, vivo o morto che fosse, diventò nei racconti dei maiali un agente del signor Jones, che aveva per mesi operato segretamente per favorire il ritorno degli uomini. Fu inoltre accusato, col passare del tempo di numerosi e sempre più gravi crimini. Solo pochi animali, ormai, ricordavano davvero chi fosse stato. E se ne guardavano bene dal farlo sapere...
Tanja- Narratore: - Tuttavia, dopo qualche tempo, di fronte alla necessità, Napoleone cambia idea, e si dà inizio alla costruzione del mulino, che non è più un progetto controrivoluzionario ma, anzi, come spiega Clarinetto...

Angela- Clarinetto: - Fu Napoleone che ebbe l'idea e la sviluppò, Carlomagno gli rubò il progetto con l'inganno!

SCENA VI - I comandamenti si adattano alla progressiva trasformazione di Napoleone in uomo (e la continua minaccia: volete forse che torni Mr. Jones?) L'avvio della tv degli animali.

Angela- Clarinetto: - Da oggi inizia una nuova era, che non può che migliorare i progressi e le conquiste che dobbiamo al fratello Napoleone. Oggi, iniziano le trasmissioni della Televisione degli Animali, che alterneranno divertenti programmi di intrattenimento e notiziari obiettivi. Ascoltate i notiziari: è per mezzo di questi che il Grande Fratello Napoleone vi terrà informati sulla vita della comunità, sull'andamento dei raccolti... E, naturalmente, sarà una televisione dell'ascolto, ciascuno di voi potrà telefonare nelle apposite fasce orarie per poter dire democraticamente la propria opinione sulla vita della Fattoria degli animali...

(Alcuni animali, verso il pubblico in sala):
Ste- Sotto la guida del nostro Capo, il fratello Napoleone, ho fatto sei uova in cinque giorni.
Tanja -Grazie alla supremazia del fratello Napoleone, quest'acqua ha un sapore molto più buono!
Angela- Clarinetto: - Ed ora, signore e signori alcune immagini della visita del Fratello Napoleone alla nuova casine delle galline!
Rena- Napoleone: - Uhm, uova ottime e abbondanti!! Tanto abbondanti che abbiamo deciso quanto segue: allo scopo di impedire il ritorno di Jones, di difendere l'interesse comune, di procurare gli strumenti necessari per far funzionare il nostro grande mulino che abbiamo appena terminato, é finalmente giunto il tempo di riaprire le attività di vendita e scambio con le altre fattorie.
Angela- Clarinetto: - E dato che sarà necessario utilizzare un intermediario, il fratello Napoleone con la consueta astuzia ha deciso che egli sia un uomo, poiché solo un uomo può riuscire facilmente a vincere la diffidenza degli uomini: il Signor Wimper!

(Entra il signor Wimper - Delia-, fa il giro e poi esce)

Rena- Napoleone: - Ritengo che sia ormai terminata la fase nella quale erano indispensabili le assemblee. In questa nuova fase, esse si rivelerebbero inutili e dannose, poiché oggi è vitale assumere decisioni rapide e corrette. Infine, un avvertimento: Carlomagno, con l'aiuto di alcuni fedeli, nascosti tra di noi, sta insinuando che uno dei nostri princìpi, nati dalla rivoluzione, proibisse il commercio con gli uomini.

Clarinetto: - E' falso, fratelli, ma per fortuna è facile provare la menzogna: dove sta scritto che non dovevamo più commerciare?
Disciplina, fratelli, disciplina ferrea, questa è oggi la parola d'ordine. Un passo falso, e saremo sopraffatti dal nemico. Non è stato forse Napoleone a salvarci? Volete voi che torni Jones?
(rivolgendosi al pubblico in sala) Certo, fratelli, voi non volete il ritorno di Jones!

Maria- Narratore (alla fisa): - La cena è scarsa per tutti, tranne che per i maiali
la casa stessa nel frattempo è diventata la nuova sede
del grande comitato maiali rivoluzionari
e, come scoprono gli animali, ha la luce e le stalle no;
si riorganizzano i commerci e si riprendono i privilegi,
sta nascendo l'animalismo dal volto umano
questo comporta una prima grande ondata di cambiamenti
ad esempio il primo dei sette comandamenti
viene revisionato e integrato proprio così...

...il primo comandamento viene ...completato... così:
Rena e Angela: -Nessun animale dormirà in un letto "con le lenzuola".
E vanno a dormire


SCENA VII - Il crollo del mulino
(Una riunione segreta degli animali)
Ste - Il commercio con gli uomini era vietato!
Rena - (Napoleone- sullo sfondo) Siete certi di non aver sognato, fratelli? Avete qualche documento di quella decisione? E' scritta da qualche parte, forse?
Tanja - Chi controlla il passato controlla il futuro, che controlla il presente controlla il passato
Delia - Io ne sono certo, il commercio era vietato perché l'uomo era nostro nemico. Non ti ricordi il discorso del Vecchio Maggiore e le parole di Carlo Magno?
Ste - Ai tempi della rivolta eravamo tutti uguali, il lavoro era diviso equamente, non c'erano né padroni né cani ringhiosi
Tanja - ma questo non lo ricorda più nessuno, nessuno si accorge della distanza da ieri
Delia - Ma come si può impedire alla gente di ricordarsi delle cose?
Tanja - Eppure, non è la prima volta che succede: leggimi il terzo comandamento. Non dice qualcosa circa il non dover dormire mai in un letto?
Delia- Dice: Nessun animale dovrà mai dormire in un letto ...
Angela-Clarinetto e Rena-Napoleone: - Senza lenzuola
Musica di Maria
(un narratore arriva trafelato)

Delia- Narratore: - Fratelli, il mulino è saltato in aria... un'esplosione! I contadini delle fattorie vicine non vedono di buon occhio la ripresa dei commerci con gli uomini, ne avrebbero un grosso danno economico...
Ste- Narratore: - I padroni sono capaci di tutto, anche di mettere la bomba.
Tanja- Narratore: - Ma a tutto si può dare una spiegazione...

Rena- Napoleone: - Fratelli, sapete chi ha fatto questo? Chi ha distrutto stanotte il nostro Mulino? Carlomagno. Carlomagno ha creduto così di distruggere i nostri piani, il nostro progresso, e spianare la strada al ritorno di Jones. Ora io lo condanno a morte! E chi tra di voi lo troverà e consegnerà ai cani, potrà godere di una ricca ricompensa! Perché ricca sarà la nuona era! E primo atto di questa nuova era sarà il commercio delle uova, che sarà reso possibile grazie ad una super produzione alla quale le galline volentieri si sottoporranno, poiché questo è per il bene comune.

SCENA VIII - La ribellione delle uova

Ste- Narratore: - In verità, le galline erano assolutamente contrarie a sottoporsi a una super produzione di uova. E non mollarono. Tanto che - in risposta alla prepotenza dei maiali - per la prima volta vi fu qualcosa che di fatto assomigliava a una ribellione.
Il loro sistema fu di volare in cima ai trespoli e di là deporre le uova che s'infrangevano a terra.
Ma Napoleone fu pronto e spietato. Ordinò che venisse sospesa la razione di cibo alle galline, e decretò che qualunque animale avesse dato sia pure un solo grano di frumento a una gallina, fosse punito con la morte.
Per cinque giorni le galline tennero duro, poi capitolarono e tornarono ai soliti luoghi di cova.
Tanja- Narratore: - Nove galline erano morte nel frattempo. I loro corpi vennero seppelliti nel frutteto, e fu detto che erano morte di malattia. Il signor Wimper non seppe mai nulla di tutto questo, le uova furono debitamente consegnate, il furgoncino di un droghiere veniva a prenderle una volta alla settimana. La tv degli animali - forse perché impegnata nella produzione di un nuovo show - dimenticò di dare la notizia…

Angela- Clarinetto (in tv): - La difesa della nostra felicità. Ecco il compito a cui il fratello Napoleone ci chiama. Ed è per difendere questo bene estremo, questa conquista della rivoluzione, che non possiamo allentare l'attenzione, che non possiamo cullarci nella serenità. I nostri nemici non aspettano altro per attaccare e distruggere la nostra libertà, per colpire e distruggere i nostri figli, per sottrarci il benessere che abbiamo conquistato a prezzo di tanti sacrifici. Ecco, il nuovo compito rivoluzionario che ci aspetta: difendere fino alla morte, anche dall'attacco dei nostri simili, la nostra repubblica e il nostro fratello Napoleone.
La fase della conquista è terminata, il futuro "già c'è", la Rivoluzione è finita, abbiamo tutto!

Maria- Narratore con fisa: - E mentre parlava, aveva accanto due enormi cani da guardia. Intanto, quasi a dispetto delle parole rassicuranti di Clarinetto, la fattoria sprofondava nella miseria.
Rimane un cane che fa la guardia agli animali.

SCENA IX - Più aumenta la miseria, e più i comunicati tv sono ottimisti sui risultati della produzione, sulle prospettive, ecc.

Maria- Narratore: - Cambia anche il sesto comandamento, così da giustificare la repressione sulle galline, che purtroppo qualcuno ricordava ancora: Nessun animale ucciderà un altro animale …
Angela- Clarinetto: - …senza motivo.
Tanja- Narratore: - Intanto, la vita era dura. L'inverno era rigido quanto lo era stato l'anno precedente, ma i viveri, se possibile, ancora più scarsi. Vennero ridotte ancora le razioni, eccetto che ai maiali e ai cani perché
Angela- Clarinetto: - Una eguaglianza troppo rigida sarebbe contraria ai principi dell'animalismo.
Ste- Narratore: - E non aveva nessuna difficoltà a dimostrare agli altri animali che nonostante l'apparenza in realtà essi non soffrivano di scarsità di cibo.
Angela- Clarinetto: - Fratelli, attenzione fratelli, abbiamo meravigliose notizie per voi. Le statistiche dimostrano chiaramente che il livello del benessere è aumentato rispetto allo scorso anno. La produzione del fieno è cresciuta, i frutteti danno mele e pere in gran quantità! E buona parte verrà venduta grazie al signor Wimper! Per questo, e solo per questo si ritiene necessario venire ad un nuovo sistema di razionamento...

Ste- Narratore: - Clarinetto parlava sempre di razionamento mai di riduzione.
Angela- Clarinetto: - ... è chiaro a tutti che in confronto ai tempi di Jones si sta enormemente meglio.

Tutti - Narratori: - Gli animali credevano ad ogni parola. A dire il vero Jones e tutto quanto lo riguardava era quasi del tutto scomparso dalla loro memoria. Sapevano bene quanto fosse dura ora la vita, ma, senza dubbio, doveva essere stato peggio nei tempi andati o almeno così diceva sempre Clarinetto che sembrava essere l'unico a ricordarsene.
Ma le privazioni che si dovevano sopportare erano in parte compensate dal fatto che la vita aveva ora un'assai maggior dignità di prima. Vi erano più canti, più discorsi, più parate.
Napoleone aveva comandato che una volta la settimana fosse tenuta una cosiddetta Dimostrazione Spontanea il cui scopo era di celebrare le lotte e i trionfi della Fattoria degli Animali.
All'ora stabilita, gli animali dovevano lasciare il lavoro e fare un giro a passo di marcia attorno alla fattoria in formazione militare, e l'attenzione verso l'addestramento militare era sempre alta, non perché come sosteneva qualcuno occorreva tenere sotto controllo e scoraggiare eventuali dissidenti, ma perché come affermava Clarinetto il rischio di un attacco esterno da parte delle fattorie degli uomini era sempre possibile...
Queste Dimostrazioni Spontanee terminavano con declamazioni di poesie composte in onore di Napoleone e gare di bandiere con premi per tutti e in certe circostanze veniva sparato un colpo di fucile.
Gli animali godevano di queste celebrazioni, segno tangibile del fatto che, dopo tutto, erano veramente padroni di se stessi e che il lavoro che facevano era a proprio beneficio, be-ne-fi-cio.
Così coi canti, i cortei, le cifre di Clarinetto, il rombo del fucile, lo sventolio delle bandiere, finivano col dimenticare, almeno per qualche tempo, che il loro ventre era vuoto.

SCENA X - La posizione eretta

Maria Narratore con fisa: - Gli anni passavano, e le stagioni cambiavano, la breve vita degli animali fuggiva via
e più nessuno che sembrasse ricordare, la presa del potere della [speranza e della] fantasia
- La dura legge della vita, lavoro e fatica, ed ogni giorno sempre uguale, senza poter mai riposare
fame e sete e delusione, nei freddi inverni e nelle calde estati, fratelli sempre lo si sa, fino a trovarsi vecchi e affaticati
- Ma gli animali non cessavano di sperare, e non perdevano il loro senso dell'onore
facevan parte di una grande fattoria, la prima al mondo possesso dei - lavoratori
- E quando udivano [ i tamburi ] sparar, e la bandiera sventolare, il loro cuore si riempiva, di grande orgoglio e gioia viva
e dentro il cuore ritornava, il vecchio sogno la grande idea, un mondo nuovo e tutti uguali, nella repubblica degli animali
scende il telo bianco
Ste- Narratore: - Una sera, mentre - finito il lavoro - gli animali stavano rientrando alle loro stalle, risuonò nel cortile un terribile nitrito di cavallo. Dapprima gli animali si arrestarono, poi, al secondo e più terribile nitrito, si precipitarono in quella direzione.
Videro allora...
Tanja- Narratore: - Videro un maiale che stava camminando sulle zampe posteriori, e sì, era proprio Clarinetto.
Un po' goffo, come chi non è abituato, portava però in quella posizione il suo considerevole peso in perfetto equilibrio, e passeggiava, su e giù per il cortile.
Delia- Narratore: - E poco dopo, uscì dalla casa una lunga schiera di maiali, e tutti camminavano sulle zampe posteriori. Alcuni con maggior sicurezza, altri con l'aiuto di un bastone, ma tutti in grado di fare con successo il giro del cortile.
Tanja- Narratore: - Infine, tra un tremendo latrare di cani e l'alto cantare del gallo nero, uscì lo stesso Napoleone, maestosamente ritto, mentre gettava sguardi alteri, e i cani gli saltavano attorno. Stringeva tra le zampe una frusta.
Maria- Narratore: - Seguì un silenzio mortale. Atterriti, stringendosi assieme, gli animali guardavano la lunga schiera dei maiali marciare nel cortile. Erano sbalorditi: era come se il mondo si fosse capovolto.
Ste- Narratore: - Poi, passato lo stordimento della sorpresa, e nonostante il terrore dei cani, nonostante l'abitudine a non lamentarsi mai, sentirono insieme la tentazione di lanciare parole di protesta.
Ma fu allora che, come per un segnale convenuto, le pecore proruppero in un tremendo belato

- quattro zampe buono, due zampe meglio; quattro zampe buono, due zampe meglio; quattro zampe buono, due zampe meglio; quattro zampe buono, due zampe meglio.

Maria- Narratore: - Continuarono per cinque minuti, senza sosta. E quando smisero, non aveva più alcun senso protestare, perché i maiali erano già rientrati nella casa.

SCENA XI - La fattoria padronale

Ste- Narratore: - Di nuovo, un comandamento modificato. Ma ormai siamo alla fine della nostra storia, e il racconto procederà spedito. Il crollo del mulino è dimenticato. Politicamente poi, dopo la conquista della posizione eretta dei maiali, si arriva in rapida successione a importanti cambiamenti, a indossare i vestiti, al consumo di alcool, infine al cambio addirittura del nome in FATTORIA PADRONALE...
Insomma: tutto è come prima della rivoluzione. I maiali non sono diversi dagli uomini di un tempo...

Rena- Napoleone: - Signori, signori, brindo a voi e alla prosperità della Fattoria degli animali. Anzi, dirò meglio: brindo a voi e alla prosperità della Fattoria Padronale!

Maria- Narratore: - Il brindisi era indirizzato a uno strano gruppo di commensali, perché oltre a Napoleone, Clarinetto e qualche altro muso noto, nella stanza vi era certamente il signor Wimper, e qualche altra persona tra le quali qualcuno credette di riconoscere proprio… proprio… ma sì, quello doveva essere proprio il signor Jones… Al termine del discorso vi furono calorosi applausi e i bicchieri vennero vuotati fino in fondo.
Ma mentre gli animali di fuori fissavano la scena, sembrò loro che qualcosa di strano stesse accadendo. Cosa c'era di mutato nel viso dei porci?
Le creature di fuori guardavano prima dai maiali agli uomini, dagli uomini ai maiali, e ancora dai maiali agli uomini, ma già era loro impossibile distinguere tra i due...

(Rumori di animali. Alzano la tenda bianca. Bella ciao.)


Faenza, gennaio 2006