LA
FATTORIA DEGLI ANIMALI |
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In questi
anni, in questo inizio di secolo, il tempo ci attraversa con la velocità
di uno zapping televisivo; le notizie si rovesciano sui nostri tavoli,
e non riusciamo a impossessarcene, a verificarle, a confrontarle che subito
altre e contrastanti... Dal romanzo
di George Orwell Scrivere
per i bambini Lo spettacolo |
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GAZZETTA DI PARMA
GIOVEDÌ 15 MARZO 2007
Prime del Teatro
PER LA FATTORIA DEGLI ANIMALI CONCLUSIONE SPECIALE: TUTTI CANTANO "BELLA
CIAO"
Una bella, veloce,
sorprendente teatralità, recitazione e canto, gioco parodistico e felice
accordo tra gli interpreti, una divertita fisicità nell'evocare in forma
stilizzata, sempre ilare, gli animali dell'opera di Orwell - qui con una conclusione
speciale, la voglia di ribellarsi che riprende, la scritta "W la rivoluzione",
tutti insieme a cantare "Bella ciao".
Un velo trasparente su cui vanno proiettandosi ombre, sorprese d'attori in platea,
la fisarmonica e tante canzoni. Il padrone è figura senza volto.
Bandierine rosse distribuite tra gli spettatori. Candide figure scolpite per
gli animali - che nell'atto della ribellione diranno in forma scandita che tutti
loro sono fratelli, nemici invece gli uomini. Il potere gestito dai maiali,
Napoleone, Carlomagno e Clarinetto: la creazione del pensiero rivoluzionario,
le linee guida, sapendo ricordare la necessità di molti sacrifici...
Ma ancora c'è fiducia: rassicurante lo slogan "a ciascuno secondo
i suoi bisogni, da ciascuno secondo le suecapacità". Ma: chi stabilirà
le norme, le necessità dei diversi animali? Bello bruciare le fruste,
le redini, i paraocchi utilizzati da Mr. Jones per sfruttare gli animali...
ma come mai poi verranno addestrati dei cani feroci a difesa del nuovo gruppo
dirigente? E il latte e le mele avevano iniziato presto ad arrivare solo sulla
tavola di chi comandava... Gli scontri, le divisioni tra gli stessi maiali che
erano alla guida della rivoluzione alla fattoria degli animali (il termine padronale
cancellato!).
Nuovi sacrifici... e sfruttamento! La satira di Orwell è fin troppo esplicita,
specchio narrativo, semplificato in forma favolistica, di quanto la storia andava
realizzando e svelando. Con i principi di giustizia che muteranno per l'interesse
di pochi. Così, mentre si va perdendo la memoria di quanto realmente
era accaduto nella guerra contro gli uomini, ecco che i sette comandamenti,
scritti a grandi lettere, imparati inizialmente con tanta gioia e orgoglio dagli
animali, andranno mutando per difendere il privilegio di pochi.
Davvero ben affiatati gli interpreti.
Grande l'attenzione, l'ascolto del pubblico dei ragazzi al Teatro al Parco.
Valeria Ottolenghi
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PROLOGO
Narratore: - Ho
dimenticato
ho dimenticato
Questo è il vero guaio, che si dimenticano le cose, le vicende della
vita, le storie
perché se non dimenticassimo, come uomini, gli
errori fatti nel passato e poi le conseguenze di quegli errori, bé, molti
di questi errori non li ripeteremmo
Le storie che raccontiamo hanno anche questo compito - oltre che divertire
.!-,
di farci ricordare.
Così ricorderemo anche fatti che non abbiamo vissuto personalmente, ma
che appartengono alla nostra storia di uomini. Ricorderemo l'importanza dell'amore
e l'orrore delle guerre, il profumo di un pane condiviso con gli amici e la
sofferenza dei popoli affamati. Nel nostro viaggio della vita incontreremo una
grande quantità di persone, e quando alcuni di questi ci chiederanno
"cosa state facendo", allora noi potremo rispondere: ricordiamo, e
cerchiamo di aiutare gli altri a ricordare. Ecco perché alla fine vinceremo
noi, perché alla fine ricorderemo una tale quantità di cose che
riusciremo a fabbricare la più grande scavatrice meccanica della storia
e scavare, in tal modo, la più grande fossa di tutti i tempi, e sotterrare
in quella fossa gli errori più crudeli della storia dell'uomo. Ricordare,
per fare un mondo migliore
La storia che raccontiamo oggi parla di avidità, crudeltà, ma
anche di fratellanza, di grandi progetti e di grande speranza.
Ascoltate, quindi. E cercate di ricordare.
" Il signor Jones, il proprietario della Fattoria Padronale, serrò
a chiave il pollaio per la notte, ma, ubriaco com'era, scordò, anche
quella sera, di chiudere le finestrelle."
Il narratore
fa un gesto con la testa agli altri, li invita in scena. Cantano Dollidina.
Rumore di versi di animali al buio.
Luce: versi di animali, animali impiccati.
SCENA I - Inizia il racconto del libro di Orwell
(Entra il Narratore)
Maria (cantato
con sottofondodi versi di animali intonati): - Vi voglio raccontare questa sincera
storia perché col raccontare vi resti la memoria
della ricerca d'una utopia un giorno in una fattoria
La fattoria era bella e ricca di animali la vita trascorreva in giorni tutti
uguali
ma un brutto giorno tutto cambiò quando il padrone si ubriacò
Cominciò allora poi a diventar cattivo, maltrattava gli animali senza
nessun motivo
La fattoria andava in rovina e tutti stavano peggio di prima...
Cala il sipario bianco
(Il Narratore racconta l'inizio della storia fino alla convocazione dell'assemblea)
Angela: - Il Signor
Jones, il proprietario della Fattoria Padronale, serrò a chiave il pollaio
per la notte, ma, ubriaco com'era, scordò, anche quella sera, di chiudere
le finestrelle.
Attraversò barcollando il cortile, diede un calcio alla porta retrostante
la casa, da un bariletto del retrocucina spillò un ultimo bicchiere di
birra, poi si avviò su, verso il letto dove la signora Jones stava già
russando. Non appena la luce nella stanza da letto si spense, (buio e rumori)
tutta la fattoria fu un brusìo
un'agitazione
uno sbatter
d'ali.
(Stefano illumina Angela con una girandola)
Tutti gli animali raggiunsero il granaio. Lì li attendeva il Vecchio
Maggiore - un enorme maiale che aveva vinto premi a tutte le esposizioni - che
voleva raccontare loro lo strano sogno fatto la notte precedente.
Su una specie di piccolo palco, il Vecchio Maggiore stava - affondato nella
paglia - sotto la luce di una lanterna appesa ad una trave.
(Cambio luce)
Quando vide che tutti erano a posto, si rischiarò la gola e cominciò.
SCENA II - L'assemblea
Rena alle congas sul carrello, gli animali vanno in platea.
Rena - Il Vecchio Maggiore: - Fratelli, vi ho qui radunati perché vorrei
raccontarvi il sogno che ho fatto la notte scorsa. Ma prima, io che ho vissuto
ormai quasi tutta la mia esistenza, vorrei parlarvi di questa vita che è
misera, faticosa, breve, e che trascorre scandita dal duro lavoro dei campi.
Eppure questa nostra terra non è arida, avara, sterile; al contrario,
è generosa coi propri figli, tanto che ciascuno potrebbe nutrirsi a sazietà
e con minor lavoro. Se... Se
Se
Gli animali rispondono
Se non fosse che una parte, una piccola parte di tutti noi che l'abitiamo, gli
uomini, gestisce a piacere tutte le risorse.
In apparenza noi siamo fortunati: le nostre greppie sono spesso piene. Ma questo
è perché loro, gli uomini, ci nutrono al solo scopo di mantenerci
in forze per farci poi lavorare duramente e infine per mangiarci.
Per questo fratelli, affermo che tutti i nostri mali nascono dall'uomo, e dalla
tirannia dell'uomo. Eliminiamo l'uomo, e saremo liberi
liberi
liberi
Gli animali rispondono
Questo è quello che ho sognato la notte scorsa: una fattoria, ogni fattoria
condotta dagli animali stessi, che operano assieme e dividono ogni prodotto
del lavoro tra di loro.
Non so quando questo potrà succedere: forse domani, forse tra vent'anni
o cento.
Fine canzone
Ma questo è il messaggio che vi chiedo di tenere ben presente nella memoria,
e questo è il sogno che dovrete tramandare generazione dopo generazione.
Gli animali risalgono sul palco
Tutti gli uomini sono nemici, tutti gli animali sono fratelli.
(Canzone della
fattoria, tutti in coro con in mano gli animali di cartapesta)
Tutti: - E adesso miei compagni venite tutti qua - vi voglio raccontare la storia
come va.
La terra è generosa, può dare a sazietà - ma l'uomo se
ne tiene si tiene tutto quanto e a noi non ce ne dà
Ci nutre a malapena per farci faticar - e quando siamo vecchi la morte a compensar
E allora miei compagni le cose han da cambiar - e questa fattoria dobbiamo conquistar
Si appendono
gli animali alla rete.
Canto del gallo.
SCENA III - La rivolta: le greppie vuote per colpa dell'ubriachezza (La battaglia
del Chiuso delle Vacche)
Maria: - Quella
notte stessa il Vecchio Maggiore mori. Ma già nei giorni seguenti gli
animali cominciarono a discutere di quello che aveva loro detto, e - anche se
non sapevano quando questa rivoluzione sarebbe arrivata - poiché pensavano
che fosse loro dovere farlo, cominciarono a prepararla.
Il lavoro di organizzazione cadde sui maiali, dotati - a parere di tutti - di
una intelligenza più vivace.
In particolare su tre di loro: Napoleone, Carlomagno, e Clarinetto.
Rena- Napoleone: - Napoleone era un grosso maiale col manto di un colore scuro che rendeva il suo aspetto particolarmente feroce. Non era molto comunicativo, e voleva fare sempre di testa sua.
Ste- Carlomagno: - Carlomagno, al contrario, di colore piuttosto chiaro, era assai vivace, svelto nel parlare, e di maggiore inventiva.
Angela- Clarinetto: - Infine Clarinetto, un giovane e grasso porcellino. Era un parlatore brillante, e sapeva svolgere con successo anche ragionamenti molto complicati. Dicevano di lui che avrebbe saputo far vedere bianco anche il nero! Per questo, diventò un collaboratore prezioso
Tanja- Narratore:
- I maiali fondarono un complesso sistema di pensiero chiamato Animalismo, che
cercavano di spiegare agli altri nelle lunghe notti alla fattoria, mentre il
signor Jones dormiva.
Delia- Narratore: Non tutti gli animali dimostrarono subito entusiasmo. E quello
che diede più problemi fu il corvo domestico Mosè, che favoleggiava
di un paese misterioso chiamato Monte Zuccherocandito, nel quale tutti gli animali
sarebbero andati dopo la morte. Era un paese beato, dove non c'era bisogno di
lavorare e le cose da mangiare crescevano lungo il ciglio della strada. Mah!
Mosè era antipatico a molti, ma qualcuno gli prestava fede, così
che Carlomagno e gli altri dovettero faticare parecchio, con le buone e con
le cattive, per convincerli tutti
Tanja- Narratore:
e appena in tempo, perché la rivoluzione arrivò
molto prima del previsto...
Marai- Narratore(con fisa): Negli ultimi tempi il Signor Jones, che pure era
stato per anni un ottimo agricoltore, aveva perso molto denaro al gioco e si
era messo a bere, e questo andava a danno del lavoro nei campi. La situazione
si fece ben presto difficile anche per gli animali. Il raccolto fu scarso, e
la razione quotidiana di cibo calò sensibilmente.
Delia- Narratore : Col cibo, calava anche la fiducia. Perché se un animale
soffre il dolore è completamente suo, nessun altro può prenderne
su di sé una minima parte; ché se un animale soffre, gli altri
per questo non sentono male, anche se l'amore è grande, e questo provoca
la solitudine della vita.
(Maria canta Son cieco - gli altri animali dietro la rete fanno la seconda
voce- poi solo Maria)
Tanja- Narratore:
- Una notte poi, il signor Jones tornò a casa ubriaco, e si addormentò
tanto profondamente che la mattina dopo non si svegliò affatto, cosi
che gli animali non trovarono nelle greppie neppure quella misera razione a
cui ormai avevano fatto l'abitudine.
Così quello stesso giorno
Il signor Jones
( Ste entra cantando): - Bella, sei nata femmina
Risposta con strumenti.
Angela- Narratore: - La Fame!! Questa fu la goccia che fece traboccare il vaso.
Ancora una volta, fu il brontolio degli stomaci vuoti a scatenare la rivolta...
(Rena inizia
il canto -Delia alle congas- , poi entrano gli animali per la scena della rivolta):
Animali: - Quattro zampe buono, due gambe cattivo!!
Cacciata di Jones, caduta delle catene, ballo
Tutti (Maria alla fisa): - Animali che al lavoro / vi è negato ogni riposo
/ chini sul compagno affranto / ascoltate questo canto
Presto o tardi finirà / e il tiranno fuggirà / e la smetterà
il padrone / di curarci col bastone
Sarem ricchi e a pancia piena / orzo, fieno, grano, avena / e i raccolti più
abbondanti / e i terreni verdeggianti
Ci hanno detto cosa volete fare / gente con troppo grasso nella mente
solita a faticare solamente / voi non sapete cosa sia un animale
Sapete quale forza ha un animale
Maria- Narratore: - Ancora la polvere della battaglia vinta non si era posata,
che già Carlomagno, Napoleone, e soprattutto Clarinetto, esultanti, prendevano
la parola. I maiali, ecco, i maiali furono l'unica specie che la rivoluzione
non colse di sorpresa. Forse perché avevano lavorato per diffondere l'animalismo,
forse per via di quell'intelligenza così acuta, ma non sembrarono affatto
impreparati ad affrontare la nuova realtà
Angela- Clarinetto: - Fratelli, ci aspettano tempi duri. Non temete, riusciremo
a superarli, ma ci sono cose che dovete sapere, quali difficoltà quali
disagi dovrete affrontare
Ste- Carlomagno: - Non sarebbe giusto mentire, la sincerità è
la prima virtù di un animale rivoluzionario
Rena- Napoleone: - Dovete sapere
Angela- Clarinetto: - La Rivoluzione non è un pranzo di gala, non è
una fattoria ordinata, una mangiatoia piena, non è brucare un prato in
primavera, non è una carezza sul pelo... Perché allora, affrontare
queste difficoltà?
Ste- Carlomagno: - Cosa possiamo guadagnarci? La libertà, una vita migliore.
E cosa abbiamo da perdere? Nulla!
Rena- Napoleone: - Gli animali non hanno da perdere che le proprie redini, briglie,
cavezze...
Ste- Carlomagno: - La curiosità è la seconda virtù di un
animale rivoluzionario!
Angela- Clarinetto: - Rinuncia al pasto preparato dal contadino, cercati il
cibo che nasce selvatico sulla terra fertile, tra recinto e recinto, nello spazio
che non ha padrone. E fermati, nella stanchezza del lavoro, curati nella malattia,
rigenera le tue forze. Non uccidere te e gli altri per avere il superfluo, non
porre condizioni, e non subirne...
Ste- Carlomagno: - A ciascuno secondo i suoi bisogni, da ciascuno secondo le
sue capacità...
Finale con animali
di cartapesta in mano.
Canto del gallo.
SCENA IV - Dopo la cacciata di Mr. Jones, l'organizzazione del lavoro (Clarinetto,
e i cani)
Maria- Narratore:
- Per prima cosa bruciarono le fruste, i nastri, le redini, le cavezze, i paraocchi,
cioè gli strumenti della schiavitù. Buttarono nel pozzo le catene,
i coltelli da macellazione, gli anelli per il naso. Liberarono i canarini aprendo
i cancelletti delle voliere.
Delia- Narratore: - Alla fine, Napoleone distribuì doppia razione a tutti.
A sera andarono a letto, e dormirono profondamente.
Tanja- Narratore: - La mattina dopo, i maiali rivelarono che - mentre preparavano
la Rivoluzione - avevano imparato a scrivere da un vecchio sillabario. Così,
decisero di cancellare dall'insegna la scritta FATTORIA PADRONALE, e di sostituirla
con FATTORIA DEGLI ANIMALI. Poi tornarono ai fabbricati e fattisi portare una
scala scrissero sul muro del granaio i principi dell'animalismo, in sette comandamenti:
(Angela e Rena calano un telo con scritti su I sette comandamenti)
Ste : 1. Tutto ciò che va su due gambe è nemico; 2. Tutto ciò
che va su quattro zampe o ha ali è amico; 3. Nessun animale vestirà
abiti; 4. Nessun animale dormirà in un letto; 5. Nessun animale berrà
alcolici; 6. Nessun animale ucciderà un altro animale; 7. Tutti gli animali
sono uguali.
Delia- Narratore: - I più intelligenti tra gli animali li impararono a memoria. Poi, si occuparono di alcune cose pratiche: le mucche si lamentarono perché erano da mungere, e di latte se ne fecero cinque secchi, ma poi che farsene del latte? E c'era un bel mucchio di mele già raccolte, ma dove metterle? Napoleone allora prese la parola.
Rena- Napoleone: - Il lavoro nel campo è più urgente, fratelli. Ora andiamo, penseremo questa sera a latte e mele.
Tanja- Narratore: - Ma quando tornarono, la sera, i cinque secchi di latte non c'erano più. E neppure le mele, c'erano più. Dove erano finite? Erano state trasportate nella stalla dei maiali, e la cosa fu giustificata da Clarinetto con queste parole:
Angela- Clarinetto: - In realtà, le mele e il latte non ci piacciono neppure, è che sono in-di-spen-sa-bi-li per la nostra salute. E poiché a noi tocca il compito di dirigere questa libera repubblica, è in-di-spen-sa-bi-le che noi stiamo in buona salute per il bene di tutti. Se noi ci ammalassimo, Jones tornerebbe immediatamente! E' forse questo che volete, che torni il signor Jones?
Ste- Narratore:
- No, questo non lo voleva nessuno. Ma da quel giorno, le mele e il latte diventarono
pasto esclusivo dei porci.
SCENA V - Nascono due partiti: poi Napoleone scaccia coi cani Carlomagno, che
diventerà il capro espiatorio, su cui ricadranno tutte le colpe
Musica di Maria
Tanja- Narratore: - Si andava avanti tra mille difficoltà. Per di più,
il fatto che a comandare fossero due maiali soprattutto cominciò ad essere
un problema. Napoleone e CarloMagno erano sempre più spesso in disaccordo,
di frequente litigavano. La questione, era evidente, non sarebbe andata avanti
per molto tempo. Così un bel giorno, quando Carlomagno, per fronteggiare
meglio le necessità della fattoria, propose di costruire un mulino a
vento, Napoleone si mostrò subito contrario.
Delia- Narratore: - Così, all'assemblea di tutti gli animali della Domenica
successiva i due animali si presentarono in disaccordo, e la questione fu posta
ai voti. Carlomagno si alzò, ed espose le sue ragioni.
Ste- Carlomagno:
- Occorre ora far conoscere i buoni risultati della nostra gestione: occorre
portare la notizia nel mondo perché altri possano seguire il nostro esempio,
e diventare come noi, collaborare con noi, magari anche scambiare le loro rimanenze
con i prodotti che non consumiamo
E d'altra parte, occorre anche che ci attrezziamo per far fronte alle difficoltà:
ci hanno tagliato la luce, e ora anche il riscaldamento è spento. Dobbiamo
creare una fonte di energia che possa darci quello che l'uomo ci ha tolto: dobbiamo
costruire un mulino a vento, solo così potremo prosperare ...
Delia- Narratore: - Se fosse passata la proposta, Carlomagno sarebbe diventato
il Capo della fattoria. Ma Napoleone non poteva permetterlo!, per nessuna ragione
al mondo. L'avrebbe impedito con ogni mezzo. Perché il Capo, voleva essere
lui!
Rena- Napoleone: - E' vero, fratelli, siamo in difficoltà. L'uomo infatti
fa di tutto per danneggiarci, perché vuol far fallire la nostra rivoluzione.
Ed è per questo che, anziché gettare energie in una assurda costruzione,
dobbiamo utilizzare le poche residue risorse per procurarci delle armi, con
le quali poterci meglio difendere...
Ste- Carlomagno: - Non sono armi ciò di cui abbiamo più bisogno,
ma unità negli obiettivi, solidarietà nel lavoro. L'uomo ha armi
più potenti, e può procurarsele con facilità. E per ogni
terribile arma che potremmo possedere, egli ne avrà di più terribili,
fino alla distruzione totale.
Non è questa forza che dovremo dimostrare, ma quella della ragione: se
dieci, cento, mille fattorie seguissero il nostro esempio, e si rendessero autonome
attraverso la costruzione degli strumenti del proprio progresso, nessuna arma,
per quanto tremenda, potrà fermare il cammino che abbiamo cominciato,
potrà spegnere il sogno del Vecchio Maggiore!
Tanja- Narratore: - Questo richiamo al Vecchio Maggiore sembrò aver convinto
tutti. Ma fu proprio allora che Napoleone giocò la sua carta segreta.
Si alzò e, gettando una strana occhiata di traverso a Carlomagno, emise
un altissimo lamento, quale nessuno l'aveva mai sentito emettere.
Angela (con cappello) A questo rispose un terribile latrato, e nove enormi cani
fecero irruzione nel granaio. Essi si avventarono su Carlomagno che balzò
in piedi appena in tempo per sfuggire alle loro feroci mascelle. In un istante
si trovò fuori con i cani che lo inseguivano. Troppo sbalorditi e spaventati
per parlare, tutti gli animali si affollarono sulla porta per assistere all'inseguimento.
Carlomagno correva attraverso il lungo pascolo, ma i cani gli erano alle calcagna.
Ad un tratto arrivò di fronte a un muro, si fermò, e i cani guadagnarono
terreno. Uno di essi era quali riuscito ad addentargli la coda, ma Carlomagno
con un rapido movimento riuscì ad arrampicarsi. Con un ultimo slancio
si lanciò oltre il muro, scomparve alla vista, e non fu visto mai più.
Maria- Narratore:
- A questo rispose un terribile latrato e nove enormi cani entraron nel granaio
si avventano su Carlomagno che appena in tempo balza in piedi
e fugge via
troppo stupiti per poter parlare e troppo spaventati per poter pensare tutti
gli animali si affollano alla porta e osservano in silenzio Carlomagno.
Corre corre lungo il prato ha raggiunto lo steccato ma i cani son vicini certamente
lui ne sente il fiato
A un tratto cade e poi si rialza, fugge attraverso una grossa apertura, veloce
scompare a tutti gli sguardi, adesso e per sempre non avrà più
paura.
Delia- Narratore:
- Quando tornarono, i cani si accomodarono al fianco di Napoleone.
Ben presto Carlomagno, vivo o morto che fosse, diventò nei racconti dei
maiali un agente del signor Jones, che aveva per mesi operato segretamente per
favorire il ritorno degli uomini. Fu inoltre accusato, col passare del tempo
di numerosi e sempre più gravi crimini. Solo pochi animali, ormai, ricordavano
davvero chi fosse stato. E se ne guardavano bene dal farlo sapere...
Tanja- Narratore: - Tuttavia, dopo qualche tempo, di fronte alla necessità,
Napoleone cambia idea, e si dà inizio alla costruzione del mulino, che
non è più un progetto controrivoluzionario ma, anzi, come spiega
Clarinetto...
Angela- Clarinetto:
- Fu Napoleone che ebbe l'idea e la sviluppò, Carlomagno gli rubò
il progetto con l'inganno!
SCENA VI - I comandamenti si adattano alla progressiva trasformazione di
Napoleone in uomo (e la continua minaccia: volete forse che torni Mr. Jones?)
L'avvio della tv degli animali.
Angela- Clarinetto: - Da oggi inizia una nuova era, che non può che migliorare i progressi e le conquiste che dobbiamo al fratello Napoleone. Oggi, iniziano le trasmissioni della Televisione degli Animali, che alterneranno divertenti programmi di intrattenimento e notiziari obiettivi. Ascoltate i notiziari: è per mezzo di questi che il Grande Fratello Napoleone vi terrà informati sulla vita della comunità, sull'andamento dei raccolti... E, naturalmente, sarà una televisione dell'ascolto, ciascuno di voi potrà telefonare nelle apposite fasce orarie per poter dire democraticamente la propria opinione sulla vita della Fattoria degli animali...
(Alcuni animali,
verso il pubblico in sala):
Ste- Sotto la guida del nostro Capo, il fratello Napoleone, ho fatto sei uova
in cinque giorni.
Tanja -Grazie alla supremazia del fratello Napoleone, quest'acqua ha un sapore
molto più buono!
Angela- Clarinetto: - Ed ora, signore e signori alcune immagini della visita
del Fratello Napoleone alla nuova casine delle galline!
Rena- Napoleone: - Uhm, uova ottime e abbondanti!! Tanto abbondanti che abbiamo
deciso quanto segue: allo scopo di impedire il ritorno di Jones, di difendere
l'interesse comune, di procurare gli strumenti necessari per far funzionare
il nostro grande mulino che abbiamo appena terminato, é finalmente giunto
il tempo di riaprire le attività di vendita e scambio con le altre fattorie.
Angela- Clarinetto: - E dato che sarà necessario utilizzare un intermediario,
il fratello Napoleone con la consueta astuzia ha deciso che egli sia un uomo,
poiché solo un uomo può riuscire facilmente a vincere la diffidenza
degli uomini: il Signor Wimper!
(Entra il signor Wimper - Delia-, fa il giro e poi esce)
Rena- Napoleone: - Ritengo che sia ormai terminata la fase nella quale erano indispensabili le assemblee. In questa nuova fase, esse si rivelerebbero inutili e dannose, poiché oggi è vitale assumere decisioni rapide e corrette. Infine, un avvertimento: Carlomagno, con l'aiuto di alcuni fedeli, nascosti tra di noi, sta insinuando che uno dei nostri princìpi, nati dalla rivoluzione, proibisse il commercio con gli uomini.
Clarinetto: - E'
falso, fratelli, ma per fortuna è facile provare la menzogna: dove sta
scritto che non dovevamo più commerciare?
Disciplina, fratelli, disciplina ferrea, questa è oggi la parola d'ordine.
Un passo falso, e saremo sopraffatti dal nemico. Non è stato forse Napoleone
a salvarci? Volete voi che torni Jones?
(rivolgendosi al pubblico in sala) Certo, fratelli, voi non volete il
ritorno di Jones!
Maria- Narratore
(alla fisa): - La cena è scarsa per tutti, tranne che per i maiali
la casa stessa nel frattempo è diventata la nuova sede
del grande comitato maiali rivoluzionari
e, come scoprono gli animali, ha la luce e le stalle no;
si riorganizzano i commerci e si riprendono i privilegi,
sta nascendo l'animalismo dal volto umano
questo comporta una prima grande ondata di cambiamenti
ad esempio il primo dei sette comandamenti
viene revisionato e integrato proprio così...
...il primo comandamento
viene ...completato... così:
Rena e Angela: -Nessun animale dormirà in un letto "con le lenzuola".
E vanno a dormire
SCENA VII - Il crollo del mulino
(Una riunione segreta degli animali)
Ste - Il commercio con gli uomini era vietato!
Rena - (Napoleone- sullo sfondo) Siete certi di non aver sognato, fratelli?
Avete qualche documento di quella decisione? E' scritta da qualche parte, forse?
Tanja - Chi controlla il passato controlla il futuro, che controlla il presente
controlla il passato
Delia - Io ne sono certo, il commercio era vietato perché l'uomo era
nostro nemico. Non ti ricordi il discorso del Vecchio Maggiore e le parole di
Carlo Magno?
Ste - Ai tempi della rivolta eravamo tutti uguali, il lavoro era diviso equamente,
non c'erano né padroni né cani ringhiosi
Tanja - ma questo non lo ricorda più nessuno, nessuno si accorge della
distanza da ieri
Delia - Ma come si può impedire alla gente di ricordarsi delle cose?
Tanja - Eppure, non è la prima volta che succede: leggimi il terzo comandamento.
Non dice qualcosa circa il non dover dormire mai in un letto?
Delia- Dice: Nessun animale dovrà mai dormire in un letto ...
Angela-Clarinetto e Rena-Napoleone: - Senza lenzuola
Musica di Maria
(un narratore arriva trafelato)
Delia- Narratore: - Fratelli, il mulino è saltato in aria... un'esplosione!
I contadini delle fattorie vicine non vedono di buon occhio la ripresa dei commerci
con gli uomini, ne avrebbero un grosso danno economico...
Ste- Narratore: - I padroni sono capaci di tutto, anche di mettere la bomba.
Tanja- Narratore: - Ma a tutto si può dare una spiegazione...
Rena- Napoleone:
- Fratelli, sapete chi ha fatto questo? Chi ha distrutto stanotte il nostro
Mulino? Carlomagno. Carlomagno ha creduto così di distruggere i nostri
piani, il nostro progresso, e spianare la strada al ritorno di Jones. Ora io
lo condanno a morte! E chi tra di voi lo troverà e consegnerà
ai cani, potrà godere di una ricca ricompensa! Perché ricca sarà
la nuona era! E primo atto di questa nuova era sarà il commercio delle
uova, che sarà reso possibile grazie ad una super produzione alla quale
le galline volentieri si sottoporranno, poiché questo è per il
bene comune.
SCENA VIII - La ribellione delle uova
Ste- Narratore:
- In verità, le galline erano assolutamente contrarie a sottoporsi a
una super produzione di uova. E non mollarono. Tanto che - in risposta alla
prepotenza dei maiali - per la prima volta vi fu qualcosa che di fatto assomigliava
a una ribellione.
Il loro sistema fu di volare in cima ai trespoli e di là deporre le uova
che s'infrangevano a terra.
Ma Napoleone fu pronto e spietato. Ordinò che venisse sospesa la razione
di cibo alle galline, e decretò che qualunque animale avesse dato sia
pure un solo grano di frumento a una gallina, fosse punito con la morte.
Per cinque giorni le galline tennero duro, poi capitolarono e tornarono ai soliti
luoghi di cova.
Tanja- Narratore: - Nove galline erano morte nel frattempo. I loro corpi vennero
seppelliti nel frutteto, e fu detto che erano morte di malattia. Il signor Wimper
non seppe mai nulla di tutto questo, le uova furono debitamente consegnate,
il furgoncino di un droghiere veniva a prenderle una volta alla settimana. La
tv degli animali - forse perché impegnata nella produzione di un nuovo
show - dimenticò di dare la notizia
Angela- Clarinetto
(in tv): - La difesa della nostra felicità. Ecco il compito a cui il
fratello Napoleone ci chiama. Ed è per difendere questo bene estremo,
questa conquista della rivoluzione, che non possiamo allentare l'attenzione,
che non possiamo cullarci nella serenità. I nostri nemici non aspettano
altro per attaccare e distruggere la nostra libertà, per colpire e distruggere
i nostri figli, per sottrarci il benessere che abbiamo conquistato a prezzo
di tanti sacrifici. Ecco, il nuovo compito rivoluzionario che ci aspetta: difendere
fino alla morte, anche dall'attacco dei nostri simili, la nostra repubblica
e il nostro fratello Napoleone.
La fase della conquista è terminata, il futuro "già c'è",
la Rivoluzione è finita, abbiamo tutto!
Maria- Narratore
con fisa: - E mentre parlava, aveva accanto due enormi cani da guardia. Intanto,
quasi a dispetto delle parole rassicuranti di Clarinetto, la fattoria sprofondava
nella miseria.
Rimane un cane che fa la guardia agli animali.
SCENA IX - Più aumenta la miseria, e più i comunicati tv sono
ottimisti sui risultati della produzione, sulle prospettive, ecc.
Maria- Narratore:
- Cambia anche il sesto comandamento, così da giustificare la repressione
sulle galline, che purtroppo qualcuno ricordava ancora: Nessun animale ucciderà
un altro animale
Angela- Clarinetto: -
senza motivo.
Tanja- Narratore: - Intanto, la vita era dura. L'inverno era rigido quanto lo
era stato l'anno precedente, ma i viveri, se possibile, ancora più scarsi.
Vennero ridotte ancora le razioni, eccetto che ai maiali e ai cani perché
Angela- Clarinetto: - Una eguaglianza troppo rigida sarebbe contraria ai principi
dell'animalismo.
Ste- Narratore: - E non aveva nessuna difficoltà a dimostrare agli altri
animali che nonostante l'apparenza in realtà essi non soffrivano di scarsità
di cibo.
Angela- Clarinetto: - Fratelli, attenzione fratelli, abbiamo meravigliose notizie
per voi. Le statistiche dimostrano chiaramente che il livello del benessere
è aumentato rispetto allo scorso anno. La produzione del fieno è
cresciuta, i frutteti danno mele e pere in gran quantità! E buona parte
verrà venduta grazie al signor Wimper! Per questo, e solo per questo
si ritiene necessario venire ad un nuovo sistema di razionamento...
Ste- Narratore:
- Clarinetto parlava sempre di razionamento mai di riduzione.
Angela- Clarinetto: - ... è chiaro a tutti che in confronto ai tempi
di Jones si sta enormemente meglio.
Tutti - Narratori:
- Gli animali credevano ad ogni parola. A dire il vero Jones e tutto quanto
lo riguardava era quasi del tutto scomparso dalla loro memoria. Sapevano bene
quanto fosse dura ora la vita, ma, senza dubbio, doveva essere stato peggio
nei tempi andati o almeno così diceva sempre Clarinetto che sembrava
essere l'unico a ricordarsene.
Ma le privazioni che si dovevano sopportare erano in parte compensate dal fatto
che la vita aveva ora un'assai maggior dignità di prima. Vi erano più
canti, più discorsi, più parate.
Napoleone aveva comandato che una volta la settimana fosse tenuta una cosiddetta
Dimostrazione Spontanea il cui scopo era di celebrare le lotte e i trionfi della
Fattoria degli Animali.
All'ora stabilita, gli animali dovevano lasciare il lavoro e fare un giro a
passo di marcia attorno alla fattoria in formazione militare, e l'attenzione
verso l'addestramento militare era sempre alta, non perché come sosteneva
qualcuno occorreva tenere sotto controllo e scoraggiare eventuali dissidenti,
ma perché come affermava Clarinetto il rischio di un attacco esterno
da parte delle fattorie degli uomini era sempre possibile...
Queste Dimostrazioni Spontanee terminavano con declamazioni di poesie composte
in onore di Napoleone e gare di bandiere con premi per tutti e in certe circostanze
veniva sparato un colpo di fucile.
Gli animali godevano di queste celebrazioni, segno tangibile del fatto che,
dopo tutto, erano veramente padroni di se stessi e che il lavoro che facevano
era a proprio beneficio, be-ne-fi-cio.
Così coi canti, i cortei, le cifre di Clarinetto, il rombo del fucile,
lo sventolio delle bandiere, finivano col dimenticare, almeno per qualche tempo,
che il loro ventre era vuoto.
SCENA X - La posizione eretta
Maria Narratore
con fisa: - Gli anni passavano, e le stagioni cambiavano, la breve vita degli
animali fuggiva via
e più nessuno che sembrasse ricordare, la presa del potere della [speranza
e della] fantasia
- La dura legge della vita, lavoro e fatica, ed ogni giorno sempre uguale, senza
poter mai riposare
fame e sete e delusione, nei freddi inverni e nelle calde estati, fratelli sempre
lo si sa, fino a trovarsi vecchi e affaticati
- Ma gli animali non cessavano di sperare, e non perdevano il loro senso dell'onore
facevan parte di una grande fattoria, la prima al mondo possesso dei - lavoratori
- E quando udivano [ i tamburi ] sparar, e la bandiera sventolare, il loro cuore
si riempiva, di grande orgoglio e gioia viva
e dentro il cuore ritornava, il vecchio sogno la grande idea, un mondo nuovo
e tutti uguali, nella repubblica degli animali
scende il telo bianco
Ste- Narratore: - Una sera, mentre - finito il lavoro - gli animali stavano
rientrando alle loro stalle, risuonò nel cortile un terribile nitrito
di cavallo. Dapprima gli animali si arrestarono, poi, al secondo e più
terribile nitrito, si precipitarono in quella direzione.
Videro allora...
Tanja- Narratore: - Videro un maiale che stava camminando sulle zampe posteriori,
e sì, era proprio Clarinetto.
Un po' goffo, come chi non è abituato, portava però in quella
posizione il suo considerevole peso in perfetto equilibrio, e passeggiava, su
e giù per il cortile.
Delia- Narratore: - E poco dopo, uscì dalla casa una lunga schiera di
maiali, e tutti camminavano sulle zampe posteriori. Alcuni con maggior sicurezza,
altri con l'aiuto di un bastone, ma tutti in grado di fare con successo il giro
del cortile.
Tanja- Narratore: - Infine, tra un tremendo latrare di cani e l'alto cantare
del gallo nero, uscì lo stesso Napoleone, maestosamente ritto, mentre
gettava sguardi alteri, e i cani gli saltavano attorno. Stringeva tra le zampe
una frusta.
Maria- Narratore: - Seguì un silenzio mortale. Atterriti, stringendosi
assieme, gli animali guardavano la lunga schiera dei maiali marciare nel cortile.
Erano sbalorditi: era come se il mondo si fosse capovolto.
Ste- Narratore: - Poi, passato lo stordimento della sorpresa, e nonostante il
terrore dei cani, nonostante l'abitudine a non lamentarsi mai, sentirono insieme
la tentazione di lanciare parole di protesta.
Ma fu allora che, come per un segnale convenuto, le pecore proruppero in un
tremendo belato
- quattro zampe buono, due zampe meglio; quattro zampe buono, due zampe meglio; quattro zampe buono, due zampe meglio; quattro zampe buono, due zampe meglio.
Maria- Narratore:
- Continuarono per cinque minuti, senza sosta. E quando smisero, non aveva più
alcun senso protestare, perché i maiali erano già rientrati nella
casa.
SCENA XI - La fattoria padronale
Ste- Narratore:
- Di nuovo, un comandamento modificato. Ma ormai siamo alla fine della nostra
storia, e il racconto procederà spedito. Il crollo del mulino è
dimenticato. Politicamente poi, dopo la conquista della posizione eretta dei
maiali, si arriva in rapida successione a importanti cambiamenti, a indossare
i vestiti, al consumo di alcool, infine al cambio addirittura del nome in FATTORIA
PADRONALE...
Insomma: tutto è come prima della rivoluzione. I maiali non sono diversi
dagli uomini di un tempo...
Rena- Napoleone: - Signori, signori, brindo a voi e alla prosperità della Fattoria degli animali. Anzi, dirò meglio: brindo a voi e alla prosperità della Fattoria Padronale!
Maria- Narratore:
- Il brindisi era indirizzato a uno strano gruppo di commensali, perché
oltre a Napoleone, Clarinetto e qualche altro muso noto, nella stanza vi era
certamente il signor Wimper, e qualche altra persona tra le quali qualcuno credette
di riconoscere proprio
proprio
ma sì, quello doveva essere
proprio il signor Jones
Al termine del discorso vi furono calorosi applausi
e i bicchieri vennero vuotati fino in fondo.
Ma mentre gli animali di fuori fissavano la scena, sembrò loro che qualcosa
di strano stesse accadendo. Cosa c'era di mutato nel viso dei porci?
Le creature di fuori guardavano prima dai maiali agli uomini, dagli uomini ai
maiali, e ancora dai maiali agli uomini, ma già era loro impossibile
distinguere tra i due...
(Rumori di animali. Alzano la tenda bianca. Bella ciao.)
Faenza, gennaio 2006