Un progetto che è partito nel 1995 ma che oggi è arrivato a una
svolta determinante: un progetto per la città di Faenza, un centro di
cultura teatrale dove è possibile studiare (biblioteca, videoteca, audioteca)
e fare (sale prove a nolo, laboratori e stage), vedere (spettacoli di altri)
o ascoltare (lezioni, incontri con attori, registi); un progetto che è
stato per sette anni un programma di lavoro che abbiamo sviluppato in cinquanta
corsi, trenta spettacoli e incontri (…eccetera eccetera…) ma che oggi è
anche una SALA
TEATRALE, e questo significa per noi che da oggi la Casa del Teatro
è aperta a tutti i visitatori…
Il teatro nuovo è stato inaugurato il 30 ottobre 2003. E' una sala con tribuna che ospiterà i laboratori, gli spettacoli (per le scuole e serali), e tutte le altre manifestazioni pubbliche. E' a disposizione della città, e altre compagnie possono utilizzarlo secondo quanto previsto dal regolamento comunale di concessione.
Gli obiettivi che ci proponiamo di raggiungere con questo progetto sono molteplici. Prima di tutto, quello di creare nuovi spettatori per il teatro, nuova conoscenza, un livello di dibattito il più alto possibile, mettere in circolazione attività e idee che siano alla portata di tutti. Poi, quello di offrire un punto di riferimento preciso e puntuale a chiunque faccia o voglia fare teatro, anche in modo non professionale.
Questo è per noi il solo modo per dare vita a un concreto "progetto", che coinvolga tutti i luoghi teatrali, e che altrimenti rimarrebbe sulla carta, e le istituzioni competenti come l’assessorato alla cultura, ma non solo: un progetto che miri a favorire la nascita di un pubblico teatrale nuovo, e la sua crescita, passa certamente attraverso una ridefinizione del rapporto con la scuola, e di conseguenza con l’assessorato alla pubblica istruzione.
Cercheremo di perseguire questi obiettivi attraverso due principali strategia di attività: di lavoro e di servizio.
Per attività di lavoro s’intende sia l’attività normale di ogni compagnia, professionale, amatoriale, filodrammatica, che ha la possibilità di prenotare l’uso delle varie sale prove; sia i laboratori e gli stage che la Casa del Teatro organizza nel corso dell’anno, e saranno dedicati alle tecniche del corpo, all’uso della voce, ecc.
Per attività di servizio intendiamo la possibilità di partecipare ai seminari tematici di studio, e anche l’accesso alla biblioteca teatrale e alla videoteca privata del Teatro Due Mondi (contenente materiale non commerciale e non commerciabile, utilizzato esclusivamente per documentazione, che riguarda prove di alcuni gruppi italiani, e copie di film sul teatro), strutture che possonno essere utilizzate dai frequentatori della Casa del Teatro.
Per la Casa del Teatro...
Quando abbiamo preparato il progetto La Casa del Teatro, abbiamo chiesto a molti storici, e critici, e operatori teatrali di inviare una lettera al sindaco di Faenza per spiegare dal loro punto di vista per quale ragione egli (e la sua Amministrazione) avrebbe dovuto accogliere il progetto, e favorire la nascita di questa nuova Casa. Di seguito mettiamo una piccola antologia di quegli interventi, suddivisi per temi affrontati. A tutti va in ugual misura un ringraziamento. Senza la caparbietà e il lavoro quotidiano, senza la fiducia nel progetto, ma anche senza queste lettere forse non saremmo nelle condizioni di poter brindare - tra qualche mese - a una tanto desiderata inaugurazione…
Il teatro di ricerca
"ll teatro di ricerca è per sua natura il settore trainante della cultura teatrale, quello in cui si sperimentano formule e linguaggi che si depositano man mano nel vasto terreno della produzione teatrale alimentando pratiche che, con gli anni, si fanno tradizione, garantendo il naturale succedersi delle epoche e il rinnovamento delle forme artistiche." Cristina Valenti
"In questi ultimi anni abbiamo infatti assistito, in Romagna, a un radicarsi dei teatri di ricerca che ripropone, a quanti abbiano avuto modo di frequentare i documenti sui teatri storici, una situazione certamente analoga a quella verificatasi intorno alla seconda metà del settecento allorché in tale territorio si verificò un moltiplicarsi di edifici teatrali che, ai disaccorti, paiono monumenti fini a sé stessi, poiché in realtà vennero fittamente utilizzati dalle formazioni teatrali autoctone (...). Quel teatro che - come ha recentemente ricordato John Rosselli in un memorabile saggio - "doveva organizzare e incanalare lo sfogo delle giovani generazioni". (...) Una realtà (la ricerca in Romagna dei giorni nostri, ndr) testimonia attraverso la sua azione la lunga durata d'una teatralità sotterranea e potente. Talvolta, limitare ciò che è nuovo finisce per soffocare lo spirito dell'antico." Gerardo Guccini
"Pur rendendoci conto che la realtà economica del momento è quella che è, sappiamo anche che è pericoloso abbattere gli alberi che non danno frutti commerciabili e si preoccupano di restituirci l'ossigeno per respirare." Nicola Savarese
La qualità della vita
"La loro valenza non è certamente un fatto di rendite in denaro, ma un impulso alla crescita della "qualità" della vita, all'educazione dei giovani, allo sviluppo di un gruppo di operatori culturali che opera con e per la città - ovvero possiamo parlare senza retorica dei valori primari di una civiltà." Enrico Masseroli
"Certo, le funzioni corporee continuano anche senza la testa, ma che vita è senza la testa?" Toni Comello
"Conosciamo i progetti teatrali di pedagogia e ospitalità che il TDM conduce a Faenza da ormai dieci anni, e li consideriamo un momento importante nella vita culturale della città, certamente un valore al quale non si può rinunciare se si ritiene che la cultura sia uno strumento fondamentale per il miglioramento della qualità della vita." Renzo Vescovi
Gruppi e istituzioni
"Capitano questi miracoli (gruppi che lavorano con profitto sul territorio, ndr), e le amministrazioni pubbliche (...) devono fare di tutto per valorizzarli; tanto più in quanto non si tratta certo di "arte per l'arte", bensì di una somma di esperienze che hanno affondato forti radici nella vita cittadina, col Festival e l'attività pedagogica." Claudio Meldolesi
"Negli ultimi dieci anni il Teatro Due Mondi ha organizzato nella Sua Città molti importanti appuntamenti di cui ha fruito anche Roma e l'ambiente dell'Università a cui io appartengo." Clelia Falletti
"L'attività svolta (...) rappresenta, all'interno della Sua Città, un corpo vivo che rende possibile l'instaurarsi di un intreccio di relazioni culturali ed umane di valore indiscutibile (...)." Pietro Valenti
"In un'epoca in cui si ascolta solo chi grida (e spesso si gridano solo delle parole senza senso) i responsabili culturali di un Comune democratico dovrebbero valorizzare la tenacia e caparbietà di un gruppo (...)." Cesar Brie
"Di molte cose sentiamo la mancanza, in una terra pur ricca di strutture e tradizioni culturali, non soltanto noi registi e burattinai di mestiere, ma in generale come cittadini romagnoli: abbiamo bisogno, oltre che delle rassegne di prosa invernali, di punti d'incontro, rassegne, festival, centri di promozione della cultura teatrale, cioè di un'arte viva, bisognosa del rapporto con gli spettatori." Sergio Diotti
"Ci sembra grave che la ricchezza e lo scambio culturali resi possibili da iniziative di questo valore vengano a mancare creando un vuoto di natura artistica, culturale e sociale contro il quale proprio l'amministrazione pubblica dovrebbe dimostrarsi particolarmente sensibile." Fabrizio Foccoli
Istituzioni senza soldi
"La capacità francescana di fare moltissimo con pochissimo, di andare al sodo, di spendere i soldi pubblici facendoli rendere al meglio in beneficio della collettività, queste sono caratteristiche della gestione che conosciamo del TDM." Nicoletta Zabini, Horaçio Czertok
"(...) tagliare le spese relative all'attività teatrale e rinunciare ai festival estivi è un comportamento economicamente inconsistente e per di più fatto a fini demagogici: la gente normalmente approva che cessino "le feste" e che si diano segni di austerità in tempi di crisi. Il fatto è che purtroppo il teatro non è da considerare alla stregua di un "servizio" per di più di lusso (...). Spendere energie e un po' di soldi ha (e avrebbe dovuto avere) il senso di un'opzione, una scelta qualitativa che può funzionare solo quando si comprende il suo valore strategico e non l'immediato e gratificante consumo spicciolo dell'evento festivaliero o spettacolare." Piergiorgio Giacché
"Temo che il mancato rinnovo della convenzione (...) sia un'altra mossa perdente sulla scacchiera di una partita in cui interessi malintesi e immediati prevalgono su interessi più lungimiranti, e assecondano la decimazione dei soggetti capaci di mobilitare nei contesti energie e risorse vitali." Raimondo Guarino
"[nel caso di non rinnovo] ... dovremmo credere che gli irrinunciabili valori che un limpido fare teatrale porta con sé tra cui il rispetto del pluralismo e della diversità delle opinioni, non trovano più posto nell'odierna organizzazione del vivere sociale." Elena Bucci, Marco Sgrosso
Tante lettere uguali
"Lei, signor Assessore, avrà ricevuto e riceverà in questi giorni più d'una lettera simile a questa. Il fatto che quasi tutte usino volutamente una falsariga comune indica organizzazione. L'organizzazione indica impegno. L'impegno vuol dire che qualcosa di prezioso rischia di perdersi. Mi creda, suo Ferdinando Taviani"
Hanno
scritto
(e ci hanno
spedito copia dei fax per conoscenza):
Le università
Claudio Meldolesi,
Dipartimento Musica e Spettacolo Bologna;
Nicola Savarese, Lecce;
Franco Ruffini, Terza Univ. Roma;
Gerardo Guccini, CIMES Univ. Bologna;
Clelia Falletti, Dip. Musica e spettacolo Roma "La Sapienza";
Ferdinando Taviani, L'Aquila;
Mirella Schino, Torino;
Piergiorgio Giacchè, Ist. di Etnologìa e Antropologìa Culturale
Perugia;
Raimondo Guarino, Cagliari;
Fernando Peixoto, Sao Paulo / Brasile;
I Comuni
Concetto Pozzati, Ass. Re Cultura Bologna;
Il fotografo
Toni D'Urso, Milano;
I teatri
Cristina Valenti,
Teatro La Soffitta;
Silvio Castiglioni, Santarcangelo dai Teatri;
Pietro Valenti, Drama Teatri, Modena;
Eugenio Barba, Odin Teatret, Danimarca;
Leo de Berardinis, Teatro di Leo, Bologna;
Giorgio Zorcù, Accademia Amiata Arcidosso;
Le compagnie
Famiglia Sfuggita,
Catania;
The Pirate Ship, Internatonal Theatre Ensembre Italia, Austria, Germania, Svizzera;
Institutet for Scenkonst, Svezia;
Il Trebbo, Milano;
Renzo Vescovi, Teatro Tascabile di Bergamo;
Teatro Nucleo, Argentina Italia;
Cada die Teatro, Cagliari;
Marco Martinelli e Emilio Vita, Ravenna Teatro;
Stefano Braschi, Teatro dell'Arca;
Claudia Castellucci, Romeo Castellucci, Societas Raffaello Sanzio, Cesena;
Koreja, Aradeo Lecce;
Cèsar Brie, Teatro de Los Andes, Sucre / Bolivia;
Teatrino Clandestino, Bologna;
Masque Teatro, Forlì;
Motus, Forlì;
Compagnia del Druido Ravenna;
Sanjukta Panigrahi, India;
Arti e teatri, Bologna;
Hormiai Teatro Formia LT;
Collettivo Teatrale Bertolt Brecht, Formia LT;
Reon Teatro, Bologna;
Teatro Sfera di Om, Roma;
Teatro degli Incontri, Sarzana SP;
Teatro degli Dei, Rimini;
Romanord Teatro, Rieti;
Le Belle Bandiere, Russi;
Teatro del Rimbalzo, Alessandria;
Damsterdamned, Bologna;
Teatrodue, Brescia;
Mario Zoli, Comp.A.Solaroli, Faenza;
Teatro Sanleonardo, Bologna;
Questa Nave, Marghera VE;
Teatrocontinuo, Padova;
Baule dei Suoni,Bologna;
Silvia Riparbelli, Piombino;
Sergio Diotti/CTF, Cervia;