SEMIRAMIS

Co-produzione festival
es.terni 2007- Dimora Fraglie
Con il sostegno della Casa del teatro di Faenza
Progetto vincitore
del premio "Loro del Reno" (Teatri di Vita): miglior spettacolo
Finalista del premio nazionale "Extra" organizzato da: Giovani Artisti
Italiani
Con: Consuelo
Battiston
Scenotecnica: Attilio Del Pico
Macchinista: Alessandro Miele
Costumi: Elisa Alberghi
Regia: Gianni Farina
La cattività
prolungata è causa di allucinazioni, o di comici malintesi.
Dal sottosuolo vedremo emergere l'irresistibile figura dell'imperatrice rubata
all'opera di Calderòn de la Barca, La figlia dell'aria. La sovranità
sarà allora la nuova prigione, la parola l'isolamento, l'incesto la rivolta.
All'interno di un labirinto simmetrico, dove grotta e reggia sono identiche
e tremendamente simili a un bagno senza sanitari, Semiramis percepisce eventi
casuali come responsi ai soliloqui, generando un dialogo con una serie infinita
di doppi interlocutori. Impossibile distinguere tra avvenimento e allucinazione,
come altrettanto impossibile è giudicare la miseria del potere; chi si
è impigliato nella sua rete ha infatti un'unica apparente via d'uscita:
quella verso l'alto. E questo animale sacrificabile non esiterà ad eseguire,
una volta intrappolato, la personale vendetta pubblica.
"E siccome il mondo ha fatto di me una puttana, adesso io ne faccio un
casino".
La hija del aire
è l'opera di Pedro Calderòn de la Barca che riprende e sviluppa
il mito di Semiramide, leggendaria regina assira a cui si attribiusce la costruzione
dei Giardini pensili di Babilonia e che in seguito verrà a con-fondersi
con la dea Ishtar.
Il più bello (e anche il più prolisso) dei drammi di Calderon
narra le vicende di Semiramis dal momento della sua liberazione; essa è
infatti rinchiusa dalla nascita all'interno di una grotta sorvegliata dal profeta
Tiresia. Questa cattività ha origine dal terribile vaticinio degli dei
che assistettero alla genesi della bambina: un cacciatore violentò la
ninfa Derceto, prediletta di Venere, e dopo l'amlpesso venne divorato dai propri
cani; la Ninfa morì nel parto lasciando così il neonato alle cure
di uno stormo di colombe. Venere, affidando la bambina a Tiresia, gli raccomandò
di non mostrarla mai ad alcun uomo, giacchè il suo destino sarebbe stato
quello di trasformarsi nell'orrore del mondo, portando con sé tragedia
e morte.
Dopo vent'anni però giunge nei pressi della grotta l'esercito vittorioso
del generale Menone. Questi trova la ragazza e la libera nonostante il veto
di Tiresia, che impotente si uccide. Innamorato e geloso Menone impone cautela
all'amata ed iniziano una nuova vita nella villa di campagna, isolati dal mondo.
Un giorno Semiramis incontra il re Nino, che subito si innamora e la chiede
in sposa: lei accetta e ripudia Menone, che viene accecato ed esiliato.
Trascorrono altri venti anni, Nino è morto in circostanze sospette e
Babilonia, fondata da Semiramis, è in guerra con la Lidia. Ninia, il
mansueto figlio della regina e del re defunto ha ormai ragguinto l'età
per regnare ed il popolo lo acclama e minaccia la rivolta, stanco dei soprusi
dell'imperatrice e contestando la guida di una donna. Questa abdica a sorpresa
di tutti ma una notte, servendosi dell'incredibile somiglianza con il figlio,
lo rinchiude e si sostituisce ad esso, continuando così a regnare sotto
mentite spoglie. Troverà infine la morte in battaglia e l'inganno verrà
scoperto: è l'alba di un morbido regno retto dal placido buon senso di
Ninia.
E vissero tutti felici e contenti
tranne Semiramis.